Benedetta Orsi in concerto per “La voix de l’Amour”

07 Dicembre 2019 a St. Louis
Benedetta Orsi Aquino presenterà durante il Concerto di Natale la produzione Limen “La Voix de l’Amour”
Potrai vederla e ascoltarla in “Habanera” sulla App www.limenmusic.com
L’iscrizione è gratuita e nella sezione “Library & Bonus” Troverai i Promo delle produzioni
Amazon: https://amzn.to/2DTwNkB a breve nuovamente disponibile

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“Reeds for two” con Francesco Giardino e Giuseppe Scigliano

Anna Menichetti presenta e recensisce su Radio Svizzera Italiana la produzione Limen

Clicca qui per ascoltare

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La Rassegna Musica da Leggere

Durante la bellissima iniziativa “Musica da Leggere” promossa dal Conservatorio G. Verdi di Milano verrà presentata la produzione “Romanze per voce e armonica a mantice di Giuseppe Greggiati; pagine sconosciute del Belcanto italiano” con Stelia Doz e Corrado Rojac

Martedì 21 Aprile 2020 alle ore 18.00

 

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Gabriella Perugini nel Rinascimento

Gabriella Perugini liutista piemontese entra nella squadra Limen con una produzione dedicata alle “Donne di Fiori” nel Rinascimento.

 

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Sebastiano Mesaglio

Entra a far parte della squadra di Limen il giovane e talentuoso pianista Sebastiano Mesaglio.

Esibitosi recentemente al festival “I Bemolli sono Blu” raccoglie consensi unanimi:

Uscirà nel gennaio 2020 il suo primo volume dedicato a Beethoven dal titolo “An endless search Vol. 1

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Happy Birthday Scarlatti

 

Ventisei ottobre, compleanno di Mimo, cioè Mimmo, cioè Domenico Scarlatti. Trecentotrentaquattro candeline. E c’è ancora un bel po’ di gente che lo studia sulla revisione Longo… ossignùr! Vi immaginate se nel 1919 si fosse studiato su libri pubblicati nel 1706?

Beninteso, l’edizione Longo è un monumento storico e glorioso: io sono riconoscente a questo eccellente musicista, studioso e didatta per aver reso accessibili a livello mondiale 545 sonate su circa 560 (fino a fine Ottocento il grosso pubblico ne conosceva all’incirca duecento). La sua era un’edizione già più pulita e ‘leggibile’ di quelle uscite nel mezzo secolo precedente (e, purtroppo, di non poche uscite nel mezzo secolo seguente…). Alcuni interventi apportati per correggere evidenti errori o lacune del testo di Venezia (nome convenzionale di una delle fonti principali) sono identici a quelli effettuati in Parma (fonte principale quasi gemella, che però Longo avrebbe conosciuto solo dopo aver terminato la sua monumentale fatica), quindi, come direbbe Schumann, giù il cappello, signori! Però…

Però Longo era pienamente inserito nella tradizione tardo-ottocentesca, e la sua revisione porta i segni e i limiti dell’epoca, per esempio nell’intento di modernizzare e migliorare il testo ‘normalizzandone’ le presunte stranezze. Riguardo Ai famosi accordi infarciti di dissonanze Longo sostiene che “avranno avuto una qualche efficacia sul vecchio clavicembalo, ma sui moderni pianoforti sono di una durezza sgradevole”, e quindi li ‘ripulisce’ (ma dà la versione originale nelle note a piè di pagina, cosa che va a suo merito). Per la verità è il contrario: sui moderni pianoforti il tocco può ingentilire questi accordi, mentre il clavicembalo ce li spara addosso come pugni! Questi accordi sono spiegabili con la pratica del suonar pieno del basso continuo a cavallo tra Seicento e Settecento, e con l’intento di riprodurre gli effetti della chitarra spagnola nella musica popolare andalusa.

Longo sostiene di aver “completamente rifatto il sistema degli abbellimenti” (che effettivamente nell’originale sono segnati in maniera irregolare, ‘strana’ e apparentemente lacunosa) e ha inventato una Tavola degli Abbellimenti perfettamente logica, razionale, regolare, prevedibile e… completamente falsa! Il sogno di molti studenti è quello di avere una ricetta pronta e facile, da usare dappertutto in modo da non doversi prendere la briga di pensare, ma purtroppo l’arte non funziona così… Scarlatti, poi, è come la pronuncia inglese: si possono dare delle indicazioni di massima, ma poi bisogna vedere caso per caso, per scoprire che le ‘o’ di good, door e blood hanno pronunce diverse, come pure le ‘e’ di nice e Nike, o il gruppo ‘ough’ di though e cough (e ci è ancora andata bene, le lingue celtiche sono molto peggio…).

Longo ha anche voluto ‘mettere ordine’ nel Mare Magnum delle Sonate. A fine Ottocento si era abituati a composizioni dalle dimensioni gigantesche, e non si sapeva come porsi di fronte a eventi musicali che raramente superano i cinque minuti (già Schumann era rimasto disorientato e irritato dalla velocità con cui Scarlatti “annoda e scioglie i suoi fili”). Longo perciò pensò di riunire le Sonate in suites di cinque pezzi ciascuna, distruggendo così l’ordine originale e dando le Sonate alla rinfusa. Per la verità c’è qualche differenza nella sequenza delle sonate tra Venezia e Parma, e non siamo certi al 100% che queste due fonti siano state compilate sotto le direttive e la supervisione di Scarlatti in persona; tuttavia l’ordinamento di gran parte delle Sonate in coppie della stessa tonica è un dato di fatto che va messo davanti agli occhi del lettore, perché faccia le proprie scelte. Io per esempio mi sono preso la libertà di appaiare diversamente qualche Sonata, e sono pronto ad accettare eventuali critiche.

L’uso di un’edizione ultracentenaria si accompagna generalmente a uno stile d’esecuzione antiquato. Secondo un luogo comune affermatosi nell’Ottocento Scarlatti è ‘autore di Sonate brillanti’. Tradotto: “Scarlatti ha scritto pezzi brillanti e di grande utilità tecnica, ma ovviamente privi dell’espressività, della profondità e della complessità di opere dei suoi contemporanei. Le Sonate sono buone da suonarsi all’inizio del concerto per sgranchirsi le dita – in modo che i ritardatari non perdano niente di veramente importante – o come bis, per suonare ‘col pilota automatico’ e non stancarsi ulteriormente”. Ci capita così un’esperienza surreale: un meraviglioso musicista che ci trasporta in paradiso suonando Beethoven, Brahms, Prokofiev, allo scoccare della prima nota di Scarlatti si trasforma in un bravo allievo di onestissima serie B, studioso ma privo di immaginazione. Si scelgono solo sonate ‘brillanti’, trasformate in una corsa contro il tempo, senza respiro e senza logica; nel rarissimo caso di una sonata in tempo moderato, la si esegue con un’espressività scialba e un po’ stolida, priva di qualsiasi ‘esagerazione’, altrimenti ‘è romantica’. È una lettura fuorviante, una vera ingiustizia per Mimo, compositore grande e poliedrico, capace di un’organizzazione della forma e di una profondità di espressione non inferiori a quelle di Bach e Händel. Anche il povero Clementi soffre di un’ingiusta diminutio, ma ne parliamo un’altra volta.

Enrico Baiano

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Blog della Musica e Jorge Bosso

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Blog della Musica intervista il Duo Pincini/Buttà

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Primo Movimento Rai Radio3

Puoi ascoltare qui la recensione di Primo Movimento sulla produzione Limen “Reeds for Two” con Francesco Giardino e Giuseppe Scigliano

Puoi trovare il cd su Amazon

Iscrivendoti gratuitamente alla App – www.limenmusic.com – nella sezione PROMO potrai vedere il Duo mentre esegue “Anthill” di Lasek Kolodziesjski

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