Trio Magritte

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LISTEN TO TRIO MAGRITTE ON LIMENMUSIC:

Trio Magritte plays Brahms
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Yulia Berinskaya, violin
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Relja Lukic, cello
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Emanuela Piemonti, pianist
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BIOGRAPHY:

The meeting of three musicians, fully launched in careers as soloists and chamber musicians, ignites a spark and the Trio Magritte is born.

Emanuela Piemonti was the pianist with the Trio Matisse for twenty-five years and she performed with them, after winning the Vittorio Gui Prize in 1983, in nearly five hundred concerts during the most prestigious Italian concert seasons and in Italy’s most famous concert halls. The trio also made many tournées throughout Europe and beyond, recording for the RAI all of Beethoven’s trios, recording also for the monthly magazine “Amadeus” and for the Aura, Limenmusic and Stradivarius labels, and premiering works composed and dedicated to the Trio by Mauricio Kagel, Luis de Pablo, Luca Francesconi and Alessandro Solbiati. She is full professor of Chamber Music at the “G. Verdi” Conservatory in Milan.

Yulia Berinskaya in 1992 graduated with top marks and honors in violin at the Tchaikovsky Conservatory of Music in Moscow under the guidance of V. Tretiakov.
As a soloist she has been guest partner with several Orchestras such as “Amadeus” in Moscow, the State Orchestra of Voroshilovgrad, the Sverdlosk Philharmonic Orchestra, the European Academy of Milan.
She moved to Italy, she played the role of violin at the San Carlo Theatre in Naples and La Fenice in Venice and in the Verdi Orchestra of Milan and Haydn of Bolzano.
She is member of the jury of international violin competitions such as “Michelangelo Abbado” in Milan and “A. Curci” in Naples. She has recorded for the labels Koch Records (Germany), Gramsapis and Melody (Russia).

Relja Lukic, graduated from the S.Mokranjac Conservatory in Belgrade, moved to Italy thanks to a scholarship for artistic achievements obtained by the Government of the Republic of Serbia to continue his studies at the Conservatorio Giuseppe Verdi in Milan with R. Filippini.
Winner of the International Cello Competition of Murcia, has been awarded in such Cello international competitions as “M.Canals” in Barcelona, “M.D.Jost” in Lausanne, “G.B. Viotti” in Vercelli, “R.Caruana” in Milan.
Member of Divertimento Ensemble with whom he performs numerous tours in France, Spain, USA, Gracia, Mexico and Japan, he has performed as a soloist with the orchestras of RTV Belgrade, RAI, Angelicum, Petite Symphony Orchestra and Guido Cantelli of Milan.
He is currently principal cellist of the Orchestra of the Teatro Regio in Turin.

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REVIEW:

Below you will find an interview (in italian) with the Trio Magritte by the Society of Concerts in Milan, about the concert will held at the Sala Verdi in Milan on November 17th, 2010.

Prima di tutto, perchè intitolare un ensemble di musica “classica” ad un pittore genio del surrealsimo , per certi versi (a mio parere) anche piuttosto inquietante?

La pittura per me cristallizza un’idea, un mondo espressivo nell’attimo, in essa la prima comunicazione è immediata, mentre al contrario la musica si racconta nel tempo. Scegliere il nome di un pittore significa mettere un po’ a nudo una sensibilita’ estetica. In Magritte leggo un’assoluta pulizia formale, immobile come un’icona; eppure in essa vi è una profonda nostalgia, le figure, a volte quasi ingenue, incarnano un desiderio di innocenza, di mondo perduto, che può anche risultare inquietante. Un quadro visto a Firenze recentemente intitolato” Il ponte” mi ha scosso: il ponte si perdeva nel nulla, preferisco leggerlo come Infinito. Noi ci sentiamo cosi’, anche in trio: c’è sempre una partenza, nel lavoro, nelle scelte, negli impegni, ma in divenire, proiettati nell’Infinito.

Come è nato il vostro Trio e quali sono state le tappe più importanti della vostra attività?

Come sempre le cose belle  nascono da stima e da amicizia. Siamo arrivati alla scelta di suonare insieme dopo aver vissuto esperienze differenti in ambito musicale: in orchestra come prime parti, per Francesco e Luca, lavorando con i piu’ grandi direttori di oggiAggiungi un appuntamento per oggi, o in gruppi da camera formati da artisti di varia provenienza o eta’: Baumann, Brunello, Christ, Dindo, Golan, Ormezowski…Io ho inoltre alle mie spalle una lunga esperienza con il Trio Matisse.

Ad un certo punto ci siamo scelti per lavorare stabilmente insieme. Essendo in fondo un trio di giovane formazione, buona parte della nostra attività è stata finora soprattutto italiana (Milano, Firenze, Bologna, Messina, Brescia, Piacenza etc.), ma nel prossimo anno abbiamo in programma Bruxelles (proprio nel nuovo museo Magritte), Avignon, Madrid, San Francisco e il Venezuela.

E’ difficile fare Musica da Camera , specialmente in Italia?”

Certamente sì. L’ offerta supera ampiamente la domanda. In Austria, in Germania, in Francia, per antica tradizione, ancor oggiAggiungi un appuntamento per oggi spesso si suona nelle case tra amici, la sera. Suonare in trio o quartetto, in quel caso, diviene come conversare con gli amici.

In Italia il pubblico è spesso attratto soprattutto dal grande solista, e ignora che l’emozione dell’ascolto di un quartetto d’ archi o di un Lied può essere ancora più intima. E’ vero, c’è bisogno di maggior educazione, ma ancor piu’ di fede, di credere che la musica quando è alta arriva a tutti indipendentemente dal genere. Credo molto nelle importanti operazioni di divulgazioni che società come la vostra stanno facendo.

A Milano, inoltre, l’ esempio offerto dal Festival MITO è commovente: avere un pubblico sempre numerosissimo e eterogeneo per il jazz di Chick Corea quanto per Josquin Des Près fa ben sperare.

Nell’anno del bicentenario di Chopin, ci pare un omaggio molto interessante quello che volete fare al compositore polacco con il vostro programma. Chopin scrisse pochissima musica da camera, secondo voi perchè? Potete illustrare al nostro pubblico il trio per pianoforte, violino e violoncello? Come sono utilizzati gli strumenti ad arco da un Maestro del pianoforte per antonomasia?

Chopin è per molti versi un compositore anomalo, potrei dire unico. E’ pressoché coetaneo dei grandi romantici tedeschi, Mendelssohn e Schumann, ne condivide purtroppo anche la brevità dell’esistenza, ma non ha dietro di sé, nelle sue radici, i grandi percorsi polifonici tedeschi di provenienza bachiana. Nel suo sangue scorrono il canto popolare polacco ed un grande amore per l’opera italiana. Solo più tardi giungerà a Bach.

La sua formazione coincide con i formidabili sviluppi tecnici ed espressivi del pianoforte di quegli anni, ed il pianoforte diviene per lui il veicolo diretto, senza mediazioni, del suo mondo espressivo. In fondo, non ha bisogno di altro. Per questo la musica da camera e sinfonica non lo attraggono: perché non ne ha bisogno per esprimersi. Viceversa, inventa alla tastiera un intero mondo di cui tutta la musica successiva gli sarà debitore.

Nel Trio, la prevalenza del pianoforte è fin troppo evidente: agli archi è affidato un lirismo spiegato e molto esplicito, figlio diretto dell’altro suo amore, oltre al pianoforte, cioè il canto.

Vi è inoltre una nuova composizione di Alessandro Solbiati dedicata a Chopin. Possiamo avere qualche anticipazione?

Alessandro tiene a dire (non solo in questo caso) che fare un omaggio ad un grande del passato non significa citarlo. Significa viceversa, in tutta umiltà, accostarsi a lui e trarne una struttura profonda, un riferimento espressivo che lo possa indirettamente nutrire: il più importante insegnamento che un grande del passato può dare è quello di essere profondamente sinceri con se stessi ed esprimersi con la propria lingua.

Il titolo, Notturno secondo, è esso stesso un omaggio a Chopin, a un clima peculiarmente chopiniano: la notte come silenzio, come ascolto, come anelito all’infinito e alla luce. Questo è il percorso che vuole compiere questo breve brano.

Quali sono i vostri prossimi impegni dopo il concerto in Sala Verdi?

Il primo appuntamento è in sala di incisione con i trii di Schumann per Limen Music, una televisione via internet dedicata alla musica classica, che, utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione, sta divenendo sempre più importante (la si può vedere entrando gratuitamente nel sito www.limenmusic.com): attraverso di essa, i lettori ci possono già conoscere via internet dal 13 Ottobre, data in cui sarà messo in rete il Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen che abbiamo inciso con il clarinettista Paolo Beltramini, fantastico musicista invitato regolarmente come primo clarinetto dall’ orchestra del Konzertgebouw .

E’ difficile essere musicisti al giorno d’oggiAggiungi un appuntamento per oggi?

Se per musicista si intende un modo di vivere, cuore, pensiero, rigore, umilta’, la risposta è…si’ molto!

E comunque ci proviamo ogni giorno e ne vale la pena!

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