Alfonso Alberti

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Alfonso Alberti, pianist

Photo by info@marcocarlonifotografia.it
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DISCOGRAPHY:

DUETS: Dado Moroni, Alfonso Alberti – Il pianoforte in Italia tra il jazz e il ‘900 eurocolto
more info
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CONTACTS:

Site: www.alfonsoalberti.it

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BIOGRAPHY:

Born 1976, Alfonso Alberti studied piano at the “G. Verdi” School of Music, Milan, with Piero Rattalino and Riccardo Risaliti, graduating with honours, and he attended specialization courses held by Massimiliano Damerini, Rosalyn Tureck, Franco Scala and Oleg Marshev. He made his debut as a pianist at the age of 17, in the Sala Verdi of Milan Conservatory, where he performed the Concerto n. 4 by Sergei Rachmaninoff with the RAI Orchestra.
He performed recitals in several important concert halls, such as Konzerthaus in Wien, Teatro Dal Verme in Milan, Teatro Bibiena in Mantua, Tonhalle in Düsseldorf, Konzerthaus in Dortmund, Teatro Forteza in Maiorca, LACMA in Los Angeles, Guggenheim Collection in Venice and Villa Pisani Bonetti in Bagnolo di Lonigo, architectural masterpiece by Andrea Palladio belonging to the World Heritage List of UNESCO.
He collaborated with Orchestra of the RAI Italian Television Network, Pomeriggi Musicali Orchestra, Haydn Orchestra in Bolzano, State Orchestra of Vidin, working with such conductors as Tito Ceccherini, Gustav Kuhn, Vittorio Parisi, Flavio Emilio Scogna, Yoichi Sugiyama, Arturo Tamayo, Pierre-André Valade. Alberti played together with well-known musicians, such as the flutist Pierre-Yves Artaud and the trombonist Barrie Webb; he is permanent member of Ensemble Risognanze, occasional member of other groups.
His Cangianti CD for Col legno label (with the complete piano music by Niccolò Castiglioni) received excellent reviews, both in Italy and abroad. His last Col Legno CD Dispositions furtives presents piano music by Gérard Pesson, while in 2011 Stradivarius label is releasing a CD including Goffredo Petrassi’s Concerto for Piano and Orchestra, which Alberti recorded with RAI National Orchestra, conducted by Arturo Tamayo.
He also prides, in first performances, pieces for piano solo by Jacopo Baboni Schilingi, Paolo Castaldi, Giorgio Gaslini, Daniele Lombardi, Alessandro Melchiorre, Giorgio Nottoli, Gérard Pesson, Robert HP Platz, Fausto Razzi, Gil Shohat, Alessandro Solbiati, Yoichi Sugiyama, Martino Traversa and others, particularly among younger composers (such as Matteo Franceschini, Federico Gardella, Juste Janulyte, Giovanni Enrico Lo Curto, Corrado Rojac). Many contemporary authors have dedicated their pieces for piano solo specifically to him: among them, Luciano Chessa, Stefano Gervasoni, Gérard Pesson, Alessandro Solbiati.
Among his most recent concerts are several performances of Concerto for Piano and Orchestra by György Ligeti and recitals in Cologne, Milano, Parma, Ljubljana, Modena, Toblach.
Alberti is not only a pianist but also a musicologist. He graduated with full marks and honours at Milan Conservatory; in 2007 L’Epos publisher released his book about Vladimir Horowitz LIM publisher presented two other books by Alberti (Le sonate di Claude Debussy and Niccolò Castiglioni, 1950-1966), while his essays appear on magazines such as «Rivista italiana di musicologia» and «Rivista di analisi e teoria musicale». He has been lecturing on the occasion of important musicology symposia, such as the 2005 conference of the “Società Italiana di Musicologia” (Musicology Italian Society) in Pesaro, the 2006 conference of the “Gruppo di Analisi e Teoria Musicale” (Musical Analysis and Theory Group) in Rimini and the international conference “Interpretare Mozart” (Interpreting Mozart) held in Milan in 2006. His studies focus in particular on 20th century music and on the history of piano performance. Since 2005, he is Member of the Montegral Academy and Associate of the Italian Musicological Society.
In 2010, the Sky Classica TV channel broadcasted a documentary about him.
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REVIEW:

About his concerts:

«[…] Alfonso Alberti si è rivelato un mago della musica […]»

[5 ottobre 2010, «Kölner Stadt-Anzeiger», Marianne Kirspel]
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«Ha avuto un grande successo Alfonso Alberti, che ha interpretato in maniera esatta e virtuosistica brani di Niccolò Castiglioni, Gérard Pesson e György Ligeti.»

[10 maggio 2010, Kulturjournal della ORF, Sebastian Fleischer]
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«[…] Alberti ha ricreato [i caratteri musicali] con un’avvincente forza comunicativa, con un’intelligenza e una sensibilità che fanno di lui uno dei testimoni più rassicuranti della contemporaneità.»

[30 settembre 2009, «Gazzetta di Parma», Gian Paolo Minardi]
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«[…] musica […] che mette in luce la maestria tecnica del giovane pianista»

[30 settembre 2009, «Polis», e. g.]
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«Le più imponenti interpretazioni pianistiche del Festival [Col Legno] sono state quelle di Jasminka Stančul e Alfonso Alberti. […] l’intervento di Alfonso Alberti è stato di notevole sensibilità e drammaturgicamente coinvolgente, con l’esecuzione di due opere per pianoforte di Gérard Pesson – tra cui la prima esecuzione assoluta dei suoi “Trois pieces pour piano”-, delle “Variazioni su un oggetto di scena” di Luciano Chessa e del fenomenale “L’escalier du diable” di György Ligeti»

[giugno 2009, «Piano News»]
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«A tenere alta la bandiera della musica contemporanea ci ha pensato Alfonso Alberti, che ha eseguito alcuni pezzi di Gérard Pesson, freschi di incisione: un’esecuzione controllata e folgorante che ha svelato il sottile humour del compositore francese […]»

[maggio 2009, «www.giornaledellamusica.it», Gianluigi Mattietti]
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«Convince, […] eccome, il pianista Alfonso Alberti […]. E l’autore di cui interpreta l’integrale

con scioltezza fantastica.»

pianistica, dando al concerto il titolo Cangianti, suscita un vero entusiasmo. Si tratta di Niccolò

Castiglioni (1932-1996). Giusto vederlo come un compositore cangiante: i dieci lavori, dal 1958

(Inizio di movimento) al 1994 (Preludio, corale e fuga), sono un itinerario di mutazioni dal webernismo

razionalista al piacere della decorazione capricciosa. Ma già nei primi brani, Castiglioni mostra

gran sapienza eterodossa, con evasioni cantabili e nitide scorribande sui sovracuti. Alberti lo suona

[10 maggio 2009, «Il manifesto», Mario Gamba]
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«[…] un vero fuoriclasse in questo repertorio […]»

[4 novembre 2008, «www.giornaledellamusica.it», Carlo Lanfossi]
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«Alberti ha dominato la musica dei contemporanei Salvatore Sciarrino, Gérard Pesson, Robert HP Platz e Niccolò Castiglioni. Il suo pianismo puntillista mostra reminiscenze da Nicolas Hodges e Ian Pace, ma Alberti sta già proponendo sue intelligenti interpretazioni per una musica che lancia così spesso all’interprete sfide tecniche ed estetiche.»

[Ottobre 2008, «Gramophone», Pwill ap Sion]
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«Alfonso Alberti ha affascinato col suo entusiasmo demoniaco nelle moderne sonorità di Niccolò Castiglioni.»

[14 luglio 2008, «Tiroler Tageszeitung», Armin Berger]
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«Già soltanto il grandissimo entusiasmo dimostrato da Alfonso Alberti nella sua esecuzione è stato un’esperienza particolare. Lo spirito e la finezza con cui il giovane italiano ha interpretato opere di Stefano Gervasoni e Gérard Pesson, insieme a tre studi di György Ligeti, ha lasciato senza fiato.»

[10 luglio 2008, «Tiroler Tageszeitung», Markus Hauser]
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«La sua interpretazione de L’escalier du diable di Ligeti è stato uno degli apici [della rassegna]»

[25 giugno 2008, «Der Standard», Robert Spoula]
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«Ha impressionato […] il pianista italiano Alfonso Alberti, che ha affrontato con incrollabile precisione brani di Gérard Pesson, Castiglioni, Sciarrino, Robert HP Platz e Ligeti.»

[23 giugno 2008, «Klassik Heute», Peter Cossé]
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«In questi trentaquattro minuti di impegnativo furore musicale e gestuale [di 34’46.776” di John Cage], Alfonso Alberti si è confermato un punto di riferimento obbligato per l’esecuzione della musica del nostro tempo. La sua interpretazione, d’altronde impressionante dal punto di vista pianistico, ha avuto il suo punto di forza nella maniera in cui è riuscita a valorizzare gli aspetti visionari e poetici della partitura. Una poesia che, naturalmente, è anch’essa profondamente rinnovata rispetto ai cliché della tradizione occidentale, ma che non abbandona l’opera d’arte musicale.

Alfonso Alberti e il Festival Cage nel suo complesso ci hanno restituito l’immagine di un John Cage che finalmente non è più solo un ragazzo scatenato che irride il mondo con le sue provocazioni.»

[20 dicembre 2007, «Amadeus online», Raffaele Cacciola]
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«[…] la vivace realizzazione pianistico-gestuale di 34’46.776” di [John Cage], agìta con estro e determinazione matura da Alfonso Alberti.»

[29 ottobre 2007, «La repubblica», Angelo Foletto]
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«Alfonso Alberti […] non è soltanto splendido interprete del Concerto per pianoforte e orchestra di Ligeti, ma si rivela anche come fine esegeta dell’opera di Castiglioni in un volume presentato nel corso della rassegna [MiTo Settembre Musica]»

[9 ottobre 2007, «All About Jazz», Ermes Rosina]
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«Autore del libro e pianista impegnato nel cd si riuniscono in un’unica persona, Alfonso Alberti, il quale nel corso dell’evento lodigiano ha anche interpretato dal vivo una scelta di composizioni per pianoforte. Essere pianista e al tempo stesso musicologo costituisce evidentemente un arricchimento per un musicista che riesca a riunire in sé entrambe le competenze: la particolare efficacia che si è notata nelle interpretazioni ascoltate non può non essere messa in rapporto con l’approfondimento storico-critico che ha portato ad esse, così come l’ottima riuscita del libro è evidentemente legata alla concretezza con cui un biografo-pianista può avvicinare la musica di cui si ha scelto di occuparsi.»

[ottobre 2007, «Amadeus online», Raffaele Cacciola]
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About his CD “Cangianti”:

«[…] Alfonso Alberti lo interpreta brillantemente […]».

[Michele Coralli, «Altremusiche.it», 2 gennaio 2009]
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«[…] questo disco ottimamente eseguito da Alfonso Alberti […]»

«[…] che siano opere d’esordio in forma seriale o pezzetti didattici per pianisti in erba, Lieder senza parole o sapienti costruzioni polifoniche, è tutto veramente bello.»

[Enrico Girardi, «Corriere della sera», 14 settembre 2008]
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«Alfonso Alberti supera con sconcertante naturalezza le eccezionali difficoltà tecniche di questi pezzi – il suo pianismo è di una fluidità raveliana […]. Un magnifico incanto sonoro».

[Gilles Quentel, «classiqueinfo-disque.com», 12 settembre 2008]
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«Superbo il pianista Alfonso Alberti, che arriva nel presentare questo particolarissimo mondo sonoro arriva a congelare totalmente l’emozione».

[s. n., «Neue Zürcher Zeitung» n. 130, p. 47, 6 giugno 2008]
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«Alfonso Alberti, […] bravissimo pianista, come magicamente dimostra in questo cd […]»

[Rocco Mancinelli, «Suono», maggio 2008]
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«Esce tutto il […] profilo, artistico, umano [di Niccolò Castiglioni] in questa meritevole e gustosa integrale della sua produzione per pianoforte. La propone […] Alfonso Alberti, […] fine di intelligenza e scapricciato nel tocco.»

[Carla Moreni, «Il Sole 24 Ore», 16 marzo 2008]
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«Come interprete, Alberti esplora con grande intelligenza e musicalità l’ampio spettro di stili e registri espressivi della musica pianistica di Castiglioni.»

[Gianluigi Mattietti, «Musica», febbraio 2008, cinque stelle e cd del mese]
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«Alberti mette la firma a un’integrale di notevole valore esecutivo e documentario.»

«[Il cd] si impone per pungente nitore strumentale, vivacità di umori e di soluzioni timbriche.»

[Angelo Foletto, «Suonare news», gennaio 2008]
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«Alberti mostra il suo magnifico virtuosismo, specialmente nei due pezzi seriali anni Cinquanta. Il suo suono è raffinato, lucido e cangiante […]: magico.»

[Helmut Rohm, Bayern 4 Klassik, sito del Bayerischen Rundfunk, 3 dicembre 2007]
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«Alberti valorizza le sonorità estreme e crea così una serie di efficaci paesaggi sonori.»

«Tutto qui è una meritevole scoperta musicale, a cui Alberti apre le porte, anche in quei casi in cui la bellezza dei pezzi di Castiglioni non è detto che emergerebbe sempre e comunque a un primo ascolto.»

[Stefan Drees, «Klassik.com», dicembre 2007]
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About his CD “Disposition Furtives”:

«Grazie ad Alberti, ne sappiamo di più di Pesson. […] La bellezza della proposta è tale, che non ha bisogno né di premesse critiche né di consapevolezze storiche: anche per merito dell’esecuzione nei dettagli (soprattutto dinamici) e calibrata ma allo stesso tempo infuocata da dentro di Alberti, la lunga antologia si ascolta con crescente gusto, senza un attimo di tedio o di assuefazione.

[…] Se fossi un pianista non mi lascerei sfuggire il piacere di suonare queste musiche; dovendo limitare l’ingordigia di musica all’ascolto, qui sono in ottime mani.»

[Angelo Foletto, «Suonare News», settembre 2009]
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«[…] Alfonso Alberti, interprete preciso e complice […]».

[Germán Gan Quesada, «www.diverdi.com», 29 agosto 2009]
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«[…] la musica di Gérard Pesson, interpretata con grande sensibilità da Alfonso Alberti […]».

[Karolin Schmitt/Daniel Osorio, «Positionen», n. 80]
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About his CD “Berceuses”:

«[…] Alfonso Alberti, giovane pianista di straordinario estro. […] Alberti sembra divertirsi per primo nel distillare ogni sosta con quel gusto acuto, penetrante che traduce in precisa cifra stilistica cogliendo di ogni autore il senso e la misura».

[Gian Paolo Minardi, «La gazzetta di Parma», 18 ottobre 2010]
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About his CD “Lohengrin”:

«Alfonso Alberti dà un’interpretazione possente di questa musica, scandendo energicamente per tutta la durata dei due pezzi la pulsazione ostinata nel registro acuto, che a tratti – e in maniera del tutto irregolare – si scioglie in catene di note o in movimenti di altro genere.»

[Stefan Drees, «Klassik.com», 25 agosto 2008]
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«[…] i Notturni crudeli del 2001, che il pianista Alfonso Alberti interpreta con grande competenza.»

[Ernst Naredi-Rainer, «Kleine Zeitung», 3 agosto 2008]
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«Esecuzioni di segno incisivo […], che trattano la musica di Sciarrino con pertinente attenzione alla timbrica, alle dinamiche e ai modi di attacco del suono, e in generale alla sottilissima cesellatura della scrittura strumentale.»

[Cesare Fertonani, «Amadeus», agosto 2008]
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«[…] i due cupi e martellanti Notturni crudeli del 2001, egregiamente interpretati dal pianista Alfonso Alberti.»

[Gianluigi Mattietti, «Musica», giugno 2008, cinque stelle e cd del mese]
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About his CD “Giorgio Gaslini”:

«[…] le tre inventive Sonate, eseguite con estro da Alfonso Alberti […]».

[Gian Paolo Minardi, «La gazzetta di Parma», 25 ottobre 2010]
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About his book:

«[Un] ampio, documentatissimo e brillante saggio […] Lucida e organica è l’articolazione di questo testo su Vladimir Horowitz, che sa unire l’acribia filologica e la precisione della paziente ricerca storica con un’ammirevole capacità di penetrazione critica, esplicantesi in una riflessione acuta ed equilibrata […] Se l’attenta considerazione delle ragioni artistiche di Horowitz costituisce uno speciale motivo d’interesse del libro di Alberti, assolutamente appassionante ne è la parte centrale, che ripercorre l’intero arco biografico del musicista con una capacità narrativa che, complice l’intensità spesso drammatica delle vicende e l’innegabile ambiguo fascino del personaggio, rischia di avvincere persino troppo il lettore, quasi si trattasse di un plot ben congegnato, suscitando quella frenetica course à l’abîme del “come andrà a finire?” che coglie solitamente di fronte a un romanzo, piuttosto che a un saggio.

[Ottobre 2008, «Brescia Musica», Paolo Bolpagni, recensione di Vladimir Horowitz]
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«Alfonso Alberti è noto, intelligente, qualificato pianista. E studioso altrettanto responsabile e capace, come quando suona, di cogliere la musica e i musicisti che studia. […] nel suo libro ha saputo puntualmente ritrovare e ricostruire […] un tempo […] in cui cadevano le barriere, i pregiudizi, gli obblighi di osservanza dell’ordine, […] ricostruendo e ritrovando il vero Castiglioni di quegli anni. Si legga quanto, del suo libro, pubblichiamo, e si capirà che lo facciamo per gratitudine.»

[Novembre 2007, «Musica/Realtà», Luigi Pestalozza, recensione di Niccolò Castiglioni, 1950-1966]

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