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Viaggiando, volando, suonando …

 

Marcello Mazzoni, pianista.

Silvia Mazzon, violinista.

Il Pianoforte /Viola è il primo amore?

Marcello: Decisamente no, ho cominciato a suonare a 9 anni e ho smesso dopo qualche lezione pensando che fosse una attività molto noiosa. A 11 anni ho provato a riprendere ed è stata un’altra storia, è stata una folgorazione. Dopo poco tempo studiavo 6-7 ore al giorno con grande passione.

Silvia: No, il primo amore è stato il violino, ho iniziato a studiare a 4 anni perché mia mamma aveva una passione per Uto Ughi e aveva il desiderio di vedere la figlia suonare il violino. Devo dire che il suo e mio desiderio si è realizzato appieno perché oltre a suonare il violino ho anche suonato con Ughi. L’amore per la viola è arrivato in età matura, quasi a 30 anni.

La prima emozione toccando questo strumento

Marcello: La fascinazione del suono è qualcosa che mi ha avvinto da subito, ma lo studio costante all’inizio è stato un problema. Oggi il suono per me è tutto, la ricerca della sonorità, il perfetto legato di un cantabile sono il mio obiettivo primario.

Silvia: Ho la fortuna di avere un Gagliano che mi rende felice, è lo strumento della mia vita.

Che ruolo hanno avuto i genitori nelle tue scelte?

Marcello: Mi hanno consentito di studiare il pianoforte, non essendo musicisti a volte faticavano a capire certe dinamiche. Penso che sia normale e che la scelta di suonare debba essere personale.

Silvia: Ho sempre avuto l’appoggio dei miei genitori e mia mamma mi ha seguito ed insegnato fino da piccola.

Il Maestro è fondamentale? E’ anche una guida di vita?

Marcello: Il Maestro è imprescindibile. Ho avuto la fortuna di avere ottimi maestri, pochi di questi però sono stati anche una guida morale e alcuni di questi hanno avuto comportamenti pessimi sul piano etico. Io cerco di essere diverso, senza voler essere un padre o un fratello maggiore, provo a farmi carico dei miei studenti, mettendo le loro esigenze davanti alle miei, cercando di renderli forti e indipendenti.

Silvia: Si, assolutamente si. Io sono anche insegnante. Ho iniziato ad insegnare giovanissima, avevo 18 anni e avevo studenti di 6/7 anni. Oggi ormai grandi suonano, a volte, anche con me continuando a riconoscermi il ruolo di guida e questo mi gratifica molto. Posso essere questo tipo di insegnante perché ho avuto a mia volta insegnanti eccezionali, P. Vernikov, O. Semchuk, I. Grubert, che non si limitavano a farmi lezioni ma hanno contribuito alla crescita della mia personalità


Per raggiungere certi obiettivi bisogna essere molto rigidi con se stessi?

Marcello: Assolutamente si. La disciplina, la concentrazione e la volontà sono basilari. Suonare il pianoforte è una disciplina zen.

Silvia:È la cosa più importante. Ho accusato sempre mia mamma di essere stata troppo rigida con me, ora che sono madre mi rendo conto che è stata la mia salvezza.

Uno strumentista è gelosissimo del proprio strumento, Marcello come vivi lo strumento sempre diverso. E tu Silvia sei gelosa dei tuoi strumenti?

Marcello: Lo vivo bene, con l’idea che un buon pianista sa trovare il tocco magico anche su un pianoforte mediocre. Richter pare scegliesse abitualmente il pianoforte peggiore (o forse aveva un concetto diverso di buono strumento).

Silvia: Assolutamente sì ma poi ti passa, almeno per me è così perchè è un piacere scambiarsi lo strumento con gli amici, anche per provare timbriche nuove. Spesso ci troviamo e proviamo assieme gli strumenti e ne valutiamo le caratteristiche. Più si condivide più c’è crescita.

La musica comanda?

Marcello: La musica è la prima esigenza, produrre qualcosa che abbia a che fare con l’arte dovrebbe essere l’obiettivo di ciascun musicista. Nell’epoca dei social forse sono passati in primo piano altri aspetti che hanno poco a che fare con l’arte. Non che prima non accadesse, diciamo che oggi le relative percentuali si sono modificate.

Silvia: Assolutamente sì e vorrei spiegarlo così … quando ero piccola mi emozionavo quando suonavo le riduzioni di Brahms. Oggi suonando Brahms con Marcello Mazzoni mi sono innamorata di lui e quindi la musica comanda, porta a creare emozioni uniche e a prendere decisioni per la vita.

Le 7 note, secondo te quali sono le note che riassumono con il suono un sentimento?

Marcello: Non una singola nota ha questo potere, ma la combinazione di queste in una struttura sintattica capace di suggerire un sentimento, una sensazione, una significante. Una singola nota, così come una singola lettera o una singola parola, significano poco.
Silvia: Più che nota direi la tonalità, la mia preferita è il re minore. Troviamo un sacco di musica fantastica scritta in re minore, la Terza di Brahms, il concerto di Brahms per violino e orchestra, è una tonalità molto usata per il mio strumento. Io sento che la musica, tutta, assume forme precise attraverso la fisicità del musicista, cioè la musica ti porta ad essere un tutt’uno con il mondo, io mi muovo molto con il corpo è un modo per esprimere ciò che mi sta accadendo.

Immagino che come tutti gli esseri umani soffri di simpatie ed antipatie, l’antipatia è una difesa? Come la utilizzi? Ti basi molto sull’istinto?

Marcello: Ho tanti difetti ma non sono una persona invidiosa. Molto spesso le antipatie nascono dalla frustrazione data dal pensare che qualcuno ha qualcosa in più. Non ho antipatie nate da queste dinamiche. Chiaramente una persona che si comporta scorrettamente verso di me può suscitarmi antipatia, ma credo sia naturale. Questo però non condiziona la mia esistenza, perdono rapidamente ma non dimentico.

Credo molto all’istinto, non inteso come reazione rapida ed avventata ma come quella capacità di intuire qualcosa che possa illuminare le nostre strade.

Silvia: Quanto avverto un ambiente acido scappo. Ho avuto nel corso della mia vita professionale la fortuna di esser stata chiamata in diverse realtà musicali, e sempre quando ho avvertito attorno a me un clima “nocivo” sono andata altrove. Ora sto abbracciando realtà positive, sto suonando con I Solisti di Pavia, un gruppo strepitoso, di livello altissimo, il leader Enrico Dindo è una persona straordinaria e il suo gruppo lo rispecchia molto, devo dire che anche chi gestisce l’orchestra ha un ruolo importante perché se l’organizzazione è buona gli orchestrali stanno bene. Un’altra realtà straordinaria l’Orchestra Leonore di Pistoia che ospita musicisti di fama internazionale, il direttore artistico Daniele Giorgi è una persona speciale che ha creato un’ambiente e una struttura pulita, limpida, con loro c’è solo la bellezza del suonare tutti assieme.

Sei riconosciuto come un pianista dalla tecnica granitica e dotato di squisita sensibilità musicale, ti ci riconosci?

Marcello: Diventa difficile dare un giudizio su di sé. Posso dire ciò che guida il mio modo di suonare: si tratta di un principio di verità e della volontà di raccontare qualcosa che per me sia profondamente vero. Credo di essere un musicista onesto e penso che questo venga colto dal pubblico che abitualmente si mostra disponibile ad ascoltare la mia storia. Musicalmente invece, il suono, la frase, la cantabilità, la resa del pensiero dell’autore, un’analisi feroce dei testi originali sono i miei obiettivi prioritari.


Silvia una violinista e violista giovane con tante collaborazioni importanti, quali pregi e difetti ti riconosci?

Silvia: Credo di essere generosa sotto tutti i punti di vista, sincera, diretta e questo traspare nel mio modo di suonare.

I difetti sono tanti. Quello che conto di migliorare, grazie anche a Marcello è di entrare più nella partitura, imparare ancora di più a leggere sempre più a fondo la musica che sto studiando


Ci sono stati momenti di commozione o euforia nella tua carriera?

Marcello: Come nella vita, trasalimenti, emozione pura sono all’ordine del giorno.

Silvia: nel 2005 ho dovuto fermarmi a causa di un’incidente e non potevo più muovere la mano sinistra. In quel periodo stavo studiando il concerto di Brahms, che per me è il concerto della vita, lo studiavo da quando ero piccola. Dopo diversi mesi di terapia, un percorso di neuro linguaggio esercizi e simulazioni giornaliere davanti allo specchio sono riuscita a riprendere la mia attività.

Nel 2007 sono arrivata in finale al concorso Biennale Vittorio Veneto, avevo pronto il concerto di Brahms e ho potuto suonarlo proprio in finale, nel momento in cui hanno annunciato il mio nome tra i finalisti mi sono messa a piangere perché per me è stato uno dei momenti più felici della mia vita.

Hai inciso un programma bellissimo, ce ne parli?

Marcello: In realtà i programmi sono due. E’ appena uscita la produzione in duo con Silvia e a maggio uscirà il mio Liszt. Si tratta di un viaggio attraverso la musica di Franz Liszt, poeta e virtuoso. Sono due degli aspetti della multiforme personalità lisztiana. A completamento ci sarà un secondo volume, dove sonderò le modernità del linguaggio del grande ungherese e dei suoi aspetti spirituali attraverso le ultime geniali opere e le composizioni che le hanno precedute e dalle quali sono state generate.

Silvia hai scelto uno Stradivari per l’incisione delle Sonate di Brahms, perché?

Silvia: Noi musicisti abbiamo un privilegio rispetto agli altri artisti, noi possiamo contemplare queste opere d’arte, mettercele addosso e farle suonare.

L’emozione è stata indescrivibile, sei tu con la tua testa e il tuo cuore che puoi toccare questo strumento e lui ti risponde, ti fa capire che cosa puoi tirare fuori da lui. Sapevo che la voce dello Stradivari era perfetta per esprimere quello che volevo dire in quel momento ed io volevo dire tante cose… registrare tre Sonate di Brahms dopo che sono già state incise dai più grandi beh ci voleva anche una certa presunzione e quindi ho voluto avere vicino a me un partner davvero forte che mi permettesse di esprimere ancora meglio tutte le mie emozioni.

In queste produzioni c'è anche il video, incide?
Marcello: Molto, vedere la musica è fondamentale. È una parte rilevante della performance. Un gesto, uno sguardo possono essere un commento straordinario alle note.
Silvia: il video conta molto io credo che sia molto bello far vedere alle persone anche l'emozione che io e Marcello proviamo a suonare questo repertorio

Qual è il sentimento che guida la tua vita?
Marcello: Come dicevo prima, la ricerca della bellezza intesa anche come gioia e come amore universale, il fatto che comunque valga sempre la pena fare il viaggio sono i motori che sorreggono il mio percorso.
Silvia: l'amore
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Michele Forzani su Rete Capodistria

Michele Forzani, amministratore unico di Limen, parla con Luisa Antoni di Rete Capodistria della nuova iniziativa legata al mondo digitale. LimenPlatform, una App e un sito web a cui è possibile accedere da tutti i dispositivi. Include una registrazione gratuita, la possibilità di conoscere l’intero catalogo Limen, tutti gli artisti Limen e per chi ha acquistato il CD la possibilità di accedere all’area dedicata alla produzione tra cui HD Video, HQ Audio (presto disponibile), la galleria dell’artista , il libretto. Una sezione del progetto sarà presto attivata.
Questo nuovo percorso consente a Limen e ai suoi artisti di liberarsi dal supporto fisico, dalle durate imposte e di essere sempre presenti, sempre a contatto con il pubblico, offrendo contenuti gratuiti e qualità ai massimi livelli.
Nella Library degli iscritti è presente una produzione PROMO contenente estratti dai vari CD.
Sarà disponibile a breve una sezione con video gratis per chiunque voglia iscriversi e navigare nella App.

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Luca Ciammarughi intervista Yulia Berinskaya e Stefano Ligoratti

Iscrivendoti alla App www.limenmusic.com o, se lo hai già fatto, loggandoti potrai accedere al mondo Limen.
Dalla sezione “Musicians” selezionando da oggi Yulia Berinskaya o Stefano Ligoratti potrai vedere gratuitamente l’intervista che Luca Ciammarughi ha fatto loro per presentare la nuova produzione “Sturm und Drang”.

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Disponibile “Sturm und drang” con Yulia Berinskaya e Stefano Ligoratti

 

Finalmente disponibile il cofanetto CD+Video “Sturm und Drang” con Yulia Berinskaya e Stefano Ligoratti.

Amazon
iTunes

Contiene la prima registrazione assoluta in video dell’opera F.A.E 

 

 

Anna Menichetti di RSI dice di questa produzione: ” 2 fuoriclasse, lei Yulia Beinskaya è una violinista di primissimo livello ed è accompagnata dal bravissimo Stefano Ligoratti … particolare la loro bravura nel prendere di petto certe particolarità che non sono solo esecutive ma sono anche armoniche, strutturali e tecniche …”

Clicca Qui per la Recensione completa

 

 

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La Recensione di Anna Menichetti

28/11/2018 ore 16:00
Anna Menichetti a “La Recensione” su Rete2 RSI
parlerà della nuova produzione Limen

“XIX Pop Dance XX”
con Luca Pincini e Gilda Buttà

Amazon
iTunes

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XIX Pop Dance XX

Da oggi disponibile su iTunes la nuova produzione Limen

“XIX Pop Dance XX”

con Luca Pincini, cello

e Gilda Buttà, piano

 

If you buy the CD you can register your copy on LimenPlatform and see free videos, photos, booklet and special contents.

 

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Il Blog della Musica scrive di Voices-Ballads & Prayers

James Houlik, importante sassofonista americano, è volato in Italia per incidere assieme ad Andrea Padova con e per Limen brani scritti proprio da Padova.

Marco Pollice per il Blog della musica ha ascoltato e scritto di questo incredibile lavoro.

Qui il testo completo

 

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The new release

Limen classic & Contemporary – CD

Journey of the Voice

Joo Cho (soprano) – Marino Nahon (piano):
– Alban Berg: Sieben frühe Lieder

Joo Cho (soprano):
– Luigi Nono: Djamila Boupacha
– Niccolò Castiglioni: Così parlò Baldassarre
– Giacomo Manzoni: Nel tuo silenzio
– Giacomo Manzoni: Estremità
– Alessandro Solbiati: To whom?
– Rossella Spinosa: Pasicompsa
– Giacinto Scelsi: dai canti del Capricorno

disponibile su iTunes 

disponibile su Amazon

 

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Coming soon …

Yulia Berinskaya, violino e Stefano Ligoratti, pianoforte

in un programma unico:

  • L. v. Beethoven: Sonata n. 9, op. 47 in La maggiore “a Kreutzer”
  • R. Wagner: Albumblatt WWV 94
  • T. Wagner: “Traume” dai “Wesendonck Lieder”
  • Brahms – Dietrich – Schumann: Sonata “F.A.E” per violino e pianoforte

 

A breve disponibile su iTunes ed Amazon

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Il luogo nell’arte conta

L’attore e doppiatore Manuel Manima scrive su Facebook:

“L’Italia è il luogo dell’arte per eccellenza…. e In Italia esiste una casa discografica che vive d’arte, crea arte, produce arte e ho avuto l’onore di vivere quell’esperienza speciale.
Dopo qualche anno da quel CD/DVD, ritorno a vivere quelle sensazioni uniche.

…gli studi di registrazione di una volta? Sì i grandi studi, dove entravi alla mattina e ne uscivi dopo 3 giorni senza dormire, mangiando cibo ordinato al telefono … sì i grandi studi dove potevi creare musica e arte, dove potevi isolarti dal mondo e donarti all’arte.

Oggi invece devi trovare uno “studio”, attraversare la città, scartare il traffico, trovare il parcheggio, riuscire ad arrivare per tempo perchè negli studi paghi “a ore”, sperare di non avere mal di testa perchè a nessuno importa devi pagare “a ore”. Un buongiorno da persone semi sconosciute, si accendono le luci, una prova suono e devi suonare. Un panino al volo e si ricomincia, e alle 5 tutti a casa. Hai fatto tutto, hai suonato bene, hai recitato bene, c’era intenzione … non importa hai pagato.

Poi invece leggo un’affermazione di James Houlik, uno dei più importanti sassofonisti al mondo che dice “L’esperienza con Limen è stata del tutto diversa – niente fretta, l’unica cosa che conta è l’eccellenza in qualsiasi fase, l’orologio non si guarda. Per me come musicista è stata un’esperienza unica, mi sono sentito all’interno di una comunità ed è una cosa straordinaria nel nostro mondo.”

Esistono ancora gli studi di registrazione di una volta!!

Eh sì e forse anche di più… una bella tenuta sulla sponda italiana del lago di Lugano.
Uno spazio dedicato agli artisti, dove è possibile dormire, riposare, staccare la spina; una zona comune dove è possibile, anzi consigliabile pranzare e cenare con il produttore discografico, un giardino grande, tanto grande e uno studio di registrazione da togliere il fiato.
Accanto alla villa c’è lo studio, si sviluppa su due piani; al primo piano c’è una grande sala da ripresa di 100 mq circa con uno Stainway gran coda residente (a dire il vero Lo Stainway gran coda perchè è il numero 1 della collezione Fabbrini) e al piano inferiore una zona bar, la sala percussioni e la regia e che regia.
Il fonico è il proprietario della casa discografica, Michele Forzani, sempre all’avanguardia per la tecnologia, orecchio fine, gusto impeccabile ed il suono, è il suo suono più volte premiato per la qualità.
Anna Menichetti conduceva la sua trasmissione su RSI e annunciando il disco diceva appunto che era una produzione Limen, il suo referente dall’altra parte della cornetta le rispondeva che non era necessario dirlo perchè il suono Limen si riconosce.
E’ proprio come per un cantante, basta che accenni qualche parola e l’hai già riconosciuto.

Che dire … in questo mondo frenetico dove conta solo essere ovunque abbiamo trovato questo luogo dove conta sì esserci ma esserci nel modo giusto. Un CD rimane per sempre e dovrebbe essere un dovere per ogni artista che incide, farlo nel modo migliore possibile.”

QUI IL POST ORIGINALE

QUI IL VIDEO DI “Ballet Mécanique” e “Natura Mediterranea” tratti dal CD/DVD “The Snare Duets” con Paolo Pellegatti

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