Posts Tagged ‘Area 51’

Foregrounds and backgrounds V

In Rossini’s serious and semiserious repertoire, the “external world” enters in the characters places towards the framing imposed by vestibule’s arches and by French-windows in ground-floor rooms, delimiting woods (Matilde di Shabran), city’s pitoresque sides, or home’s secluded corners (Bianca e Falliero), streets and courts (Gazza Ladra). Beyond porches, halls, atriums, cloisters described by Felice Romani’s in Bellini’s operas librettos it appears a strong number of backgrounds: cities, (Agrigento in Bianca e Fernando),1 natural elements and building sides, (the drawbridge and the waterfall in Il Pirata,2), the lake and the cloistre in La Straniera,3 the private apartaments in Capuleti e Montecchi. They all underline the contrast between the nature and the human presence. In I Puritani, composed by Bellini with Carlo Pepoli as librettist, the attention payed towards the outside world is stressed in every scene, with the insistent presence of the windows, towards which the landascape can be seen and the outside sounds can be heard. For example: the Puritains preying, Arturo’s arrival, announced by chorus and by the band hided among the wings (II scene). In the two following sets, windows frame the camp and the fortifications (I and II act); in the last scene (III act), Elvira appears beyond the porche glass-window. In some librettos used by Donizetti too, doors and windows delimited the part of world to show: the inner gardens, city’s vew (London in Roberto Devereux)4, others buildings (Maria di Rohan,5 Gemma di Vergy), the road (Linda di Chamounix),6 wild places (Lucia di Lammermoor).
The interpretation and the reading of the world in italian XIX Century’s peninsula, is based also on the backgrounds descriptions in set captions of the operas, products of a cultural mass genre in that age. Thus, from some apparently incidental details we can understand the urban and rural landascape perception, the role awarded to water places (sea, lakes, rivers), or to vegetables world in that imaginary.

Read more

Italian version

Share

Limenmusic opens a new column: Area 51 (only Italian version)

Limenmusic inaugura una nuova rubrica grazie alla collaborazione di Annamaria Morini, rinomata flautista di fama nazionale e internazionale.

Il primo saggio vuole ripercorrere il secolo appena trascorso utilizzando come guida la “personalità” del flauto, “multiforme ma decisamente connotata,tanto che lo si potrebbe prendere come figura strumentale riassuntiva del XIX secolo.”

Il flauto meraviglioso del Novecento

(questo titolo si rifà al ciclo di Lieder di Mahler Des Knaben Wunderhorn.Il termine Wunder ha svariati significati,tra cui “meraviglioso” e “miracoloso”.Qui è da intendersi in tutte le accezioni possibili)

E’curioso che mentre il ventunesimo secolo avanza come un grande fiume ingoiando giorni e chilometri verso la sua foce,uno sguardo retrospettivo sulle ultime decadi del novecento faccia venire strani pensieri al flautista novelty – addict,drogato dalle novità e assetato di qualsiasi cosa purché nuova:nuova tecnica,nuovo pezzo,nuove prime esecuzioni.Pensieri che riportano indietro e fanno fare un eccellente allenamento in un’attività il cui esercizio va perdendosi:il recupero della prospettiva storica.Essendo il 900 ormai passato,appunto,alla storia,lo sguardo può spaziare in una visione d’insieme che supera gli angusti limiti del momento presente,o di quello appena trascorso,e valutarlo non suggestionati dall’effimero,ma per capitoli più vasti.Naturalmente ciascuno individua i capitoli che ritiene più significativi,o semplicemente lo appassionano di più,o gli servono per dimostrare qualcosa.Ciò che qui prenderemo come guida è la “personalità” del flauto;il che significa in una prospettiva novecentesca e progressiva (nel senso leopardiano) non solo seguirne l’evoluzione del suono e il ruolo nel processo,anch’esso novecentesco e “progressivo”,di totale emancipazione di questo parametro che da collaterale diventa centrale,da involucro essenza:ma negli stessi termini e nella stessa accezione in cui possiamo parlare della personalità del pianoforte nell’800,multiforme ma decisamente connotata,tanto che lo si potrebbe prendere come figura strumentale riassuntiva del XIX secolo.

Leggi tutto

Share